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Incidente sull’A3, Morire per il lavoro a 27 anni. Addio Fabio

Fabio Bruno, il giovane operaio morto il 16 novembre nel cantiere dell’A3. Folla e dolore ai funerali celebrati oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa di San Pietro, a Morano Calabro.

Morano Calabro (CS) - “Ciao Fabio… Dio chiama a se i migliori…”. E’ uno degli ultimi post scritti sulla bacheca di Fabio Bruno (nella foto) su facebook. Un amico, come tantissimi altri, gli dedica l’ultimo, commosso e arrabbiato pensiero. Addii che contrastano con le decine di auguri postati sempre sul social network appena il 22 ottobre scorso, giorno del suo 27esimo compleanno. Fabio se n’è andato ieri pomeriggio, sul cantiere dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, mentre “era su un carrello elevatore che si è ribaltato schiacciandolo”, riferisce l’Ansa. Era il suo secondo giorno di lavoro!
Un’altra, l’ennesima, morte bianca, in Italia. Di cui le cronache non sempre parlano. Poco importa. Quel che proprio non si riesce a mandar giù è che un giovane – “bravo, buono, bello”, come dice chi lo conosceva – sia morto per il lavoro. Morano Calabro, la sua comunità, i suoi amici, i suoi parenti, con i quali aveva trascorso una spensierata e piacevole domenica, è stordita e non riesce ancora a farsene una ragione. Solo chi ha più fede, solo chi è convinto che la vita terrena è solo il prologo di una vita più importante e duratura, ritiene che “Dio prende con sé solo i migliori”, come scrive Davide, ed anche Debby che aggiunge, però: “Quelli che vuole tenere tutti per sé, che meritavano davvero di essere felici, non accorgendosi però, che lascia a coloro che restano un immenso dolore”. E tanta rabbia. Aggiungiamo noi. Fabio “precario presso legge Biagi”, così scriveva tra le sue info, è morto per un lavoro. Quello che gli avrebbe dovuto consentire di non essere più un precario e di farsi una famiglia e di vivere felice su questa terra. Ma così, purtroppo, non sarà. Resterà di lui il ricordo di un ragazzo buono e dedito alla famiglia. E di essere stato il primo operaio a perdere la vita nel nuovo cantiere dell’A3 calabrese, del prezzo che ha pagato per contribuire a costruire un’autostrada. Un prezzo troppo alto per un ammodernamento forse inutile o forse sì, ma che di certo non vale una giovane vita umana.

I funerali
L’ultimo saluto oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, sul colle di Morano. Centinaia di persone. Lacrime incontenibili. Un mare di dolore. I cantori con la voce rotta dalla commozione. L’omelia del celebrante che cerca di confortare i familiari e la fidanzata di Fabio, con la quale progettava di costruire la sua nuova famiglia. Gli amici che gli dedicano l’ultimo pensiero: lui per tutti è già un angelo. Il “marescià”, come lo chiamavano gli amici, era un ragazzo buono che sapeva stare in compagnia. E poi decine di colleghi dell’impresa con cui Fabio lavorava da pochissimo. Ci sono anche gli ingegneri, i dirigenti. Ma sono loro, quegli omoni con il viso bruciato dal sole, con la giacca arancione, ad accompagnare sino all’ultimo la bara di Fabio. A stringersi attorno a lui, come se lo conoscessero e lo amassero da sempre. A piangere, a battere le mani mentre le campane suonano come fosse un giorno di festa. Lo è sicuramente in cielo. Ma non in terra, dove quegli  operai restano attoniti, in silenzio, mentre il carro funebre porta via Fabio, fermi, nel freddo dell’altura di Morano, col pensiero fisso a quel maledetto cantiere, chiuso sino a lunedì, che porta uno stipendio, che porta sviluppo ora e forse domani, ma che ha portato anche la morte. Una morte assurda su cui  speriamo si faccia chiarezza e che ci si augura non torni mai più a distruggere i sogni e i desideri di nessuno, così come è successo, invece, ad un giovane che affidava al lavoro la possibilità di realizzarli.

r.f.

Categories: News, Tempo
  1. miriam
    17 novembre 2011 alle 14:59 | #1

    Dio consoli i cuori dei suoi familiari…..sicuramente questo giovane ragazzo lascierà un vuoto enorme ma sono convinta che assieme a questo lascerà anche un ottimo esempio da seguire, i veri valori della vita. E di questo i suoi familiari devono esserne fieri. Mi associo al loro dolore,pur non conoscendolo.

  2. michela
    17 novembre 2011 alle 17:56 | #2

    queste cose quando accadono ti lasciano un vuoto e una tristezza indescrivibile dentro di noi ,un abbraccio grande alla sua famiglia, sicuramente da lassù Fabio veglierà sempre su di loro. Michela

  3. teresa donato
    17 novembre 2011 alle 19:59 | #3

    non ci sono parole per descrivere il tutto,soltanto un grande abbraccio alla famiglia e che possano essere fieri del proprio figlio!

  4. rosanna
    17 novembre 2011 alle 22:11 | #4

    x i genitori di fabio,mi dispiace tantissimo per la perdita di fabio.pensate che in cielo c’è un angelo in più che prega per voi e che vi ama.

  5. Livio Faillace
    17 novembre 2011 alle 22:20 | #5

    …un abbraccio alla famiglia cui sono vicino, un pensiero a Fabio ragazzo semplice, educato premuroso, una riflessione perchè non succeda ancora…! livio faillace

  6. Francisco Laitano
    17 novembre 2011 alle 22:45 | #6

    Noi qui a Porto Alegre, non so se lo conoscevo, ma lamentiamo la perdita di un ragazzo como dicano le amici sopra, e principalmente un Moranese. Abraccio la famiglia. Laitano Francisco, figlio de Laitano Nicola, Brescia.

  7. 18 novembre 2011 alle 07:31 | #7

    addio Fabio!!!!!!!…… il Signore ti ha voluto con se’, e ora sei un Angelo!veglierai e proteggerai i tuoi famigliari.Nostro Signore ti ha dato la vita eterna,Fabio uno dei tanti ragazzi morti sul lavoro! In Italia centinaia e migliaia di morte bianchi, sono successe!ma purtroppo nessuno mai riuscira’ a fermarli. FABIO…. sarai il nostro angelo.

  8. Mirella Passarelli
    18 novembre 2011 alle 11:07 | #8

    La sua giovane e breve vita possa essere di esempio a tutti ….Ai suoi familiari e amici un grosso abbraccio.

  9. graziano
    18 novembre 2011 alle 13:03 | #9

    Ho avuto modo di conoscere il compaesano Fabio su un social network e scambiare con lui qualche battuta, qualche idea politica, certamente una persona sincera che non ti mandava a dire le cose per terze persone, una persona schietta come poche se ne trovano ancora… un grande saluto anche da parte mia….. ciao Fabio.
    Graziano.

  10. Francesco Marzano
    18 novembre 2011 alle 13:13 | #10

    caro roberto, con la tua sensibilità e la tua capacità giornalistica sei riuscito a incorniciare benissino il vuoto che il maresciallo(noi amici lo chiamavamo così) facendo capire una volta di più, quanto la vita ci riservi tristezza e amarezza..per me non era solo un cugino, un amico ma era tanto di più, quindi la sua assenza riempirà molto i miei pensieri, ma lo ricorderò sempre nella mia mente con tutte le qualità che aveva e con la celata, ma inebriante goliardia che allietavano tutti i momenti passati insieme…..con quanti nomignoli potrei salutarlo, ma rimango serio e lo saluto con un sobrio, ciao amico mio….Fra

  11. luigi
    18 novembre 2011 alle 18:45 | #11

    ciao fabio martedi quando ci
    siamo incontrati eri cosi contento.il giorno dopo la notizia che non avrei mai voluto sentire.ciao da chi tu
    chiamavi quartaro’

  12. sandra
    18 novembre 2011 alle 18:56 | #12

    un dolore immenso,vicini alla famiglia e a tutti coloro che lo conoscevano una
    nuova stella che brilla in cielo .sandra

  13. Mimma & Bartek
    18 novembre 2011 alle 20:48 | #13

    Non ci son parole…. un abbraccio fortissimo alla famiglia di Fabio… coraggio!

  14. De Bernardis Bernardino
    18 novembre 2011 alle 21:00 | #14

    Sono addolorato,anche se non conoscevo questo ragazzo,ho letto la vostra vicinanza,certo forse il povero Fabio non essendo abituato a portare questo elevatore,andava prima di tutto spiegato il pericolo che poteva esserci portando questa macchina,ma forse il suo destino era questo,non si puo’ continuare a morire come accade spesso sul lavoro.S
    ono vicino a tutti i suoi familiari e amici piu’ cari,avevo appreso di questa bruttissima notizia ieri sul giornale.

  15. MADDALENA
    19 novembre 2011 alle 11:13 | #15

    MI UNISCO AL GRANDE DOLORE DELLA MAMMA .<3 E TUTTI I SUOI CARI .! NON HO PAROLE ..PORTA UN SALUTO AL MIO ANGELO CUSTODE …..

  16. 19 novembre 2011 alle 17:41 | #16

    Ancora una vita spezzata durante l’esercizio di un proprio diritto: quello dell’attività lavorativa. Eppure qualcosa non ha funzionato: un’inadeguata preparazione della vittima sulle metodologie lavorative?, le procedure di sicurezza viziate?, i sistemi di segnalazione e di controllo non funzionanti?, la formazione degli addetti solo teorica? Quante vite ancora occorre mietere prima che la consapevolezza e la reale competenza di ogni lavoratore garantisca e non mortifichi la salute di ogni addetto sui luoghi di lavoro? S’impone una riflessione da parte di ognuno, prima che vite spezzate, parenti in lutto e conoscenti resi privi di amicizie si riapproprino di quelle verità e garanzie che non restino un’utopia, ma una certezza: quella che quando si esce da casa per recarsi al lavoro, si è sicuri che sul lavoro non accadano infortuni o decessi. Da consulente (anche forense) e tecnico esperto in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro inorridisco ogni volta (e sono troppe, purtroppo) di fronte a questa mattanza, ormai archiviata da troppi non come “l’infortunio che si poteva evitare”, ma come qualche cosa che “purtroppo è accaduta!”.
    La mia rabbia, il mio sconforto e la mia solidarietà si unisce a quella dei familiari e a quella di quanti conoscevano questo ragazzo, ai quali va il mio cordoglio.

  17. francesca r
    22 novembre 2011 alle 10:47 | #17

    non ci sono parole……….non si può morire a questa età…..prega tu per tutti noi, per la tua fidanzata e per la tua famiglia….

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